Tel. 3465213845

email: info@unal-sindacato.it

martedì 10 febbraio 2026

Portavalori...

L'assalto al furgone blindato avvenuto ieri evidenzia una criticità sistemica che non può più essere ignorata dalle istituzioni e dagli organi di informazione. Durante l'evento criminoso, caratterizzato dall'uso di ordigni esplosivi e raffiche di armi automatiche, il personale di scorta ha subito un attacco diretto alla propria incolumità. Tuttavia, nelle narrazioni ufficiali e nei messaggi istituzionali, si rileva una sistematica omissione del ruolo e del sacrificio delle Guardie Particolari Giurate coinvolte.

È doveroso riconoscere l'operato delle Forze dell'Ordine intervenute per sventare la rapina, ma risulta inaccettabile che il Ministero dell'Interno e i principali media abbiano trascurato di menzionare i lavoratori che si trovavano all'interno del mezzo squarciato dalle esplosioni. Questi professionisti operano in un settore caratterizzato da livelli di rischio elevatissimi, a fronte di tutele normative e retributive inadeguate rispetto alle responsabilità assunte.

Questa indifferenza istituzionale conferma la percezione di un comparto della sicurezza sussidiaria abbandonato a se stesso. Se la gestione del trasporto valori venisse affidata direttamente alle Forze di Polizia, la pressione politica e sociale imporrebbe provvedimenti immediati e rigorosi per garantire la massima sicurezza del personale impiegato. Il fatto che tali mansioni siano delegate a operatori privati non può e non deve giustificare una minore considerazione del valore della vita umana. 

Risulta necessario un cambio di rotta: il settore della vigilanza privata merita dignità e una presenza dello Stato che non si limiti esclusivamente al controllo burocratico, ma che si traduca in una reale vicinanza e in tutele concrete. Non si può continuare a gestire con indifferenza la vita di chi, quotidianamente, presidia la legalità sul territorio in condizioni di estrema vulnerabilità. Chiediamo rispetto e provvedimenti seri per un settore che non può più attendere.

Nessun commento:

Posta un commento